Tappa 22: O Cebreiro - Calvor | Road to Santiago
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Ago 28, 2016 - Il Viaggio    Commenti disabilitati su Tappa 22: O Cebreiro – Calvor

Tappa 22: O Cebreiro – Calvor

O Cebreiro il tetto della spagna

O Cebreiro: il tetto della Spagna

Il risveglio a O Cebreiro non é male. Ci si reca subito al Bar già aperto,  ed é piacevole. Subito una colazione e si riparte per Santiago de Compostela. Ma prima qualche foto alla splendida alba sul tetto di Spagna. Il dolore alla gamba non sembra essere migliorato, nonostante il riposo. Ma si scende, anche se per scendere bisogna ancora salire. E via, verso l’ Alto de San Roque, poi verso l’ Alto do Poio e raggiungiamo Fonfria del Camino. Questo è il punto più alto dell’intero cammino di Santiago. Ne approfitto per applicare del ghiaccio alla gamba, prendiamo un caffé e veniamo raggiunti da un simpatica vecchietta che offre delle Crêpes ai passanti in cambio di una donazione (arrotonda anche lei).

Ripartiamo dunque per una lunga discesa verso la splendida valle, raggiungendo Triacastela, dove ci fermiamo a mangiare in un bar frequentato da abitanti del luogo. Dopo 21 giorni di carne, mi sembra il caso di optare per del pesce, e fra quello che vedo disponibile ci sono i totani fritti, che accompagno ad una insalata russa, che sembra essere una specialità anche qui in Spagna. Dopo un abbondante ora, ci avventuriamo per le magnifiche valli della Galizia che hanno davvero un fascino unico. Ai sentieri di montagna realizzati in selciato e ardesia, alcuni dei quali scavati da centinaia di anni di pioggia, si alternano sentieri spesso e volentieri percorsi da simpaticissime mucche, che guardano incuriosite. Ogni tanto un Toro annoiato e tanti vitelli. La foresta é incantevole.

Uno Stop necessario

Ma il dolore alla gamba é troppo forte e ci costringe a procedere lentamente verso l’albergue più vicino, distante 12 Km. Lungo il cammino ci fermiamo anche a cenare, vista l’ora e azzardiamo l’arrivo in albergue alle 8:30. La signora, che lavora pure ma senza troppa simpatia, si limita a fornirci il necessario per dormire, prima di alzare i tacchi e andare a casa, lasciando, non solo l’Albergue sguarnito, ma senza alcun tipo di sorveglianza o assistenza, costringedoci a recuperare il ghiaccio a 500 mt dall’ albergue, in un bar non segnalato dalle guide, dal momento che la cassetta del pronto soccorso é chiusa a chiave. La tappa tutto sommato é una delle più belle del Cammino di Santiago.

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